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Californication


John Frusciante è tornato nel gruppo! Neanche Enrico Brizzi avrebbe mai pensato che una cosa del genere sarebbe successa, eppure chi troviamo di fronte a questo fatto straordinario. Il problema è capire se è stato un bene o un male per i Red Hot. In generale il gruppo sembra tornato quello di una volta: alla base abbiamo una solida ritmica che non ha bisogno di presentazioni, basso e batteria si conoscono a memoria e in ogni canzone ne è la dimostrazione. La voce è quella che ben conosciamo anche se non smette mai di stupirci. Partendo da questi presupposti Jack si inserisce nel modo migliore. Abbandona le ritmiche distorte troppo aggressive che avevano contraddistinto il suo predecessore e con la sua “semplicità” riesce ad integrarsi nel migliore dei modo all’interno dei pezzi. Le canzoni che compongono il cd sono molto varie anche se alcune (“Get on top” “Purple Stain”) scivolano molto spesso verso melodie vocali più adatte al rap che al funky. Segnalo in particolare, tra quelle che non passano in radio ogni dieci minuti, “Easily” che secondo me è un pezzo molto accattivante con un riff di chitarra molto originale. Dal punto di vista tecnico, per i bassisiti questo disco è una vera manna per le idee e per l’esperienza (stiamo parlando di Flea!) mentre per i chitarristi risulta abbastanza deludente soprattutto per gli assoli (alcune volte risultano addirittura fastidiosi). Il conclusione si tratta di un buon album obbligato per chi è fan del gruppo o del funky in generale, meno indispensabile per chi preferisce il rock puro.
Voto:7/10
-biondo-