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…All This Time


Quest’ultimo album di Sting è stato registrato dal vivo nella sua villa in Toscana, ed in compagnia di Mr. Police troviamo la band che lo accompagna solitamente in Tour, completa di sezione fiati. Da segnalare il chitarrista Dominic Miller, ormai da anni sempre al fianco di Sting, che ancora una volta conferma la sua bravura ed il suo buon gusto musicale: poche note, ma bellissime ed al momento giusto, senza sterili ed inutili virtuosismi. Il disco è una raccolta dei successi più famosi dei Police e di Sting, riarrangiati però in maniera diversa e qualche volta addirittura stravolti. Ma anche con questi cambiamenti le canzoni sono stupende, anzi è un piacere ascoltare queste nuove versioni di pezzi conosciutissimi come “Roxanne” o “All This Time”, oppure “Fragile”. E’ un disco nel quale Sting si esprime nei generi da lui preferiti, si passa da una “Roxanne” in chiave decisamente jazz, ad una fantastica versione blues di “Brand New Day” (difficile riconoscerla fino al ritornello), passando per una “Fragile” con intermezzo di musica brasiliana. Come al solito Sting dirige tutto il gruppo col suo fedele Fender Precision e fornisce l’ennesima lezione di bravura. Il suo stile al basso è come sempre lineare ed efficacissimo, con un suono sempre presente e molto bello. Bellissime anche le nuove versioni di “If You Love Somebody Set Them Free” e di “Don’t Stand So Close To Me”, ma tutto il disco è eccezionale. Sicuramente tutti lamenteranno la mancanza di qualche canzone (ad esempio “English Man In New York” per me), ma bisogna anche pensare che racchiudere trent’anni di carriera in un solo album è veramente difficile. Non è sicuramente un disco di rock energico, è come un bicchiere di ottimo vino d’annata: da centellinare in assoluto relax. Voto 9,5/10. (Mezzo punto in meno del 10 solo perché avrei preferito un album doppio)!
Voto:9,5/10
-mauro-