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Back to the Blues


Il titolo dice tutto: ebbene sì, dopo una parentesi di due album Gary Moore, il grande chitarrista irlandese, è tornato nuovamente al blues. In quest’album Moore riprende a camminare decisamente lungo le strade (anzi i crossroads) del blues. E lo fa come sempre alla grande. Dopo i mezzi passi falsi degli ultimi due album “Dark days in Paradise” e “A different Beat”, un disco che decisamente si ricollega ai precedenti album. Dieci brani di blues, tra i quali figura un classico come “Stormy Monday”. L’album si apre con la chitarra dobro suonata con lo slide nel pezzo “Enough of the blues”, che ci riporta al mitico Delta Blues. Ma dopo poche battute, l’atmosfera si surriscalda decisamente, e la Gibson Les Paul (grande chitarra, vero Biondo?) di Gary fa sentire la sua voce imperiosa. Ma anche i fenderisti saranno accontentati, infatti Moore, pur preferendo la Les Paul, si lancia in alcune incursioni chitarristiche armato di Stratocaster (presumibilmente). Non sono sicuramente la persona adatta per recensire obiettivamente questo disco, dato che Gary Moore è il mio chitarrista preferito, ma mi sento di consigliare a tutti i guitarplayer (anche sotto i 40 anni, Biondo) l’ascolto di quest’album. Infatti Moore, anche se può apparire limitato nell’uso delle scale, è uno dei chitarristi più spettacolari e melodici tra quelli in circolazione. E comunque è sempre un buon, sano disco di blues in 12 battute, dieci brani molto belli e suonati impeccabilmente che si ascoltano con vero piacere. Inoltre anche gli altri strumentisti sono all’altezza, con una sezione ritmica che non si lancia sicuramente in tempi dispari, ma che ha un “tiro” veramente micidiale. Consiglio inoltre a tutti l’ascolto degli album blues di Gary Moore: “Still Got the Blues”, “After hours”, “Blues Alive” e “Blues for Greeny”; almeno un album al giorno, prima e dopo i pasti !!!
Voto:10/10
-mauro-